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martedì 27 agosto 2013

Solo tra le spine nascono i frutti più belli; solo dal dolore nasce la saggezza. È dal coraggio che sboccia la virtù, dalla bontà d’animo il vero incanto della vita.
Perché tra le spine nascono i frutti più belli. Perché solo soffrendo l’anima talvolta riesce ad imparare quanto amore può contenere, quanta vita sa capire; solamente sentendo l’anima bruciare e una scia di lacrime cadere sul viso, riesce ad entrare nel cuore cieco di altri sofferenti e aiutarli a vedere. È in fondo il grande dono che il dolore ci fa: se all'apparenza ci priva di ogni cosa, nel profondo sa renderci molto più ricchi. E così, dopo le spine, riusciamo anche a scoprirci colmi di incanto.

- Elisa Caimi -

giovedì 20 giugno 2013

Restava chino il piccolo fiore, imperlato di un cristallino pianto di nuvola.
Dondolava lento il viso, affranto e gocciolante di pioggia, abbandonandosi al lieve alito del vento: sottile come una tela di ragno, fragile come un sogno all'alba.
Dopo il lungo temporale, puri gioielli pendevano dalle foglie e dai rami, accarezzando in liquide gocce gli steli nell'erba; un intenso profumo silvestre saliva dal soffice terreno brunito: nell'attimo di quiete dopo il fragore dei tuoni, pochi raggi dorati illuminavano di chiara luce i contorni di un silente mondo segreto, destandolo da un grigio torpore.
Ma il piccolo cuore restava nell'ombra, curvo su una pozza colma d’acqua e di lucida tristezza, assetato di vita e incapace di viverla. Privo di forza e impedito a mostrarne.
Sentì che il suo stelo ormai stanco si sarebbe presto spezzato e si abbandonò alla pesantezza di quelle gocce che impregnavano zuppe il suo viso.  Eppure, un fulmineo riverbero nella pozza scosse i pensieri su quel cupo destino.
<Quanto tempo impiegherai, ancora?> sussurrò leggiadra una candida farfalla <Quanti istanti passeranno prima che tu ti rifletta realmente, in questo specchio di lacrime?>
E la gracile corolla sollevò con lentezza suoi petali, fissandola con tenero stupore.
<Solleva il capo, esile creatura. Attingi con fiducia alla forza insita universalmente nel cuore; abbi speranza, coraggio e pazienza davanti alle tempeste della vita. Non dubitare mai della grandezza della tua anima, non considerarti mai un’ombra nel mondo. Come puoi apprezzare la bellezza se non hai mai conosciuto nulla di sgraziato? Come puoi comprendere la gioia se non hai mai percepito cosa significa il dolore?> soffiò lieve in un battito d’ali, sorridendo alle carezze del vento.
<Non esiste speranza senza sofferenza, non esiste il valore senza la sconfitta> continuò, danzandogli attorno con gesti leggiadri.  Il fiore, confuso, cercò a lungo di seguirla con lo sguardo; poi, inaspettatamente, la creatura dalle ali bianche si posò sui suoi gialli stami e lo baciò: <Non ti accorgi della vera meraviglia che mostrano le pozze dopo i grandi temporali? Non comprendi l’incanto che comunicano all'anima? Esse sono lo specchio del cielo. Ed è questa la grande verità: dopo ogni tempesta, la volta celeste splende più fiera e più forte di prima, poiché è solo riflettendosi nel suo dolore che si rende conto dell’immensità del suo essere. E’ solo specchiandosi nelle sue lacrime che percepisce quanto puro e valoroso è il suo eterno cuore turchese>.

  Elisa Caimi (blog Il rovo di bosco)

martedì 9 aprile 2013

Preghiera di Papa Francesco

Una preghiera per ogni dito della mano

1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è "un dolce obbligo".
2. Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.
3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica... Hanno bisogno della guida di Dio.
4. Il quarto dito è l'anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, "gli ultimi saranno i primi". Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso... Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.
Preghiera che Papa Francesco scrisse una quindicina di anni fa
quando era vescovo di Buenos Aires

(Traduzione di Graziella Filipuzzi)

venerdì 28 dicembre 2012

Il laghetto ghiacciato

Una volta, due piccoli amici si divertivano a pattinare su un laghetto gelato.
Era una sera nuvolosa e fredda, i due bambini giocavano senza timore; improvvisamente il ghiaccio si spaccò e si aprì inghiottendo uno dei bambini.
Lo stagno non era profondo, ma il ghiaccio cominciò quasi subito a richiudersi.
L'altro bambino corse alla riva, afferrò la più grossa pietra che riuscì a trovare e si precipitò dove il suo piccolo compagno era sparito.
Cominciò a colpire il ghiaccio con tutte le sue forze, picchiò e picchiò finchè riuscì a rompere il ghiaccio, afferrare la mano del suo piccolo amico e aiutarlo a uscire dall'acqua...
Quando arrivarono i pompieri e videro quanto era accaduto si chiesero sbalorditi:
"Ma come ha fatto?Questo ghiaccio è pesante e solido, come ha potuto spaccarlo con questa pietra e quelle manine minuscole?".
In quel momento comparve un anziano che disse: "Io so come ha fatto".
"Come?", chiesero.
Il vecchietto rispose: "Non aveva nessuno dietro di lui a dirgli che non poteva farcela..."

Ci sono forze sbalorditive dentro di noi, ma basta così poco a farcele dimenticare.
Ma tu non demordere, nessuno potrà impedirti di fare ciò che vuoi e di essere ciò che sei!

giovedì 29 novembre 2012

Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.

 - Aristotele -

giovedì 15 novembre 2012

È l'ambizione che divora i giovani, che non gli fa fare l'amore in pace con le loro ragazze, che li fa rodere nell'indefinito tarlo della gloria, che li fa girare nel sonno sempre distratti, e alla ricerca di un appunto, che li fa accanire senza apprendere un mestiere, che alla fine è la sostanza di tutto.
È perché anche questo non basta. I giovani vogliono farsela con quello che non si riesce a toccare.
Con le distanze che non si possono colmare, vogliono immolare la loro vita a quest'Incommensurabile. E quando anche arrivano a qualche risultato, non ce la fanno a godersela.
Li frega l'affanno.
Si poteva fare di più, e meglio, o semplicemente si poteva fare ancora.
L'insoddisfazione li fa andare avanti e gli mette una mina dentro.
Bisogna farsela, invece, la soddisfazione. Occorre non rimanere soli, non allenare con le proprie mani elevate e mondate dei mezzi uomini, degli storpi, degli incapaci di amare, divorati dalla bellezza e dal tempo perduto.

- Vinicio Capossela -

mercoledì 31 ottobre 2012

Certi dolori lacerano, graffiano, feriscono e uccidono; certe sofferenze paiono levare la vita: eppure non smettiamo lo stesso di respirare. Non smettiamo lo stesso di rialzarci, di curarci le ferite. Meravigliosamente, dalla cenere torniamo ad esistere: dalla morte traiamo ripetutamente nuova vita. E, miracolosamente, risorgiamo ogni volta per vivere di nuovo.

- Elisa Caimi -

martedì 2 ottobre 2012

Un difetto delle donne

Un difetto nelle donne...
Le donne hanno forze che sorprendono gli uomini...
sopportano fatiche e portano fardelli,
ma comprendono la felicità, l'amore e la gioia.
Sorridono quando vogliono urlare.
Cantano quando vogliono piangere.
Piangono quando sono felici,
e ridono quando sono nervose.
Combattono per quello in cui credono...
si ribellano all'ingiustizia.
Non accettano un "no" come risposta
quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Rinunciano per far avere di più alla famiglia.
Vanno dal dottore con un'amica spaventata.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli vincono
e festeggiano quando i loro amici ricevono premi.
Sono felici quando sentono parlare
di una nascita o di un matrimonio.
I loro cuori si spezzano quando muore un amico.
Stanno in lutto per la perdita di un membro della famiglia
ma sono forti quando pensano che non sia rimasta più forza.
Sanno che un abbraccio ed un bacio
possono curare un cuore spezzato.
Di donne ce ne sono di tutte le forme, misure e colori.
Guideranno, voleranno, cammineranno, correranno
o ti invieranno e-mail per mostrarti quanto tengano a te.
Il cuore di una donna è ciò che continua a far girare il mondo.
Portano gioia, speranza e amore.
Hanno compassione ed idee.
Danno supporto morale alla famiglia e agli amici.
Le donne hanno cose vitali da dire
e tutto da dare.
Comunque, se c'è un difetto nelle donne
è che si dimenticano del loro valore.

giovedì 6 settembre 2012

La vera oscurità è solo quella che si percepisce quando ci imponiamo con ogni forza di chiudere gli occhi.

- Elisa Caimi -

lunedì 6 agosto 2012

Sono come il fiume che scorre. Pensieri e riflessioni 1998-2005

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me? ".
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: "È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei la usassi tu, quando sarai cresciuto".
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale. "Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ".
"Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
"Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. "Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà."
"Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore."
"Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia."
"Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te."
"Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione".

 - Paulo Coelho -

martedì 1 maggio 2012

Ubuntu

 
 
Un antropologo ha proposto di fare un gioco ad un gruppo di bambini di una tribù in Africa. Lo scienziato ha messo un cestino pieno di frutta vicino ad un albero e ha lanciato una sfida: "Chi arriverà per primo vincerà la frutta!". Appena dato il via alla gara, i bambini si sono presi per mano, hanno corso insieme e, all'arrivo, si sono seduti a godersi la frutta. Lo scienziato, allora, ha chiesto loro spiegazione sulla scelta fatta, dato che, se avessero gareggiato individualmente, uno di loro avrebbe potuto avere l'intero cesto tutto per sé. I bambini, prontamente, hanno risposto - "...ubuntu", come è possibile che uno sia felice se tutti gli altri sono tristi?"
"Ubuntu" nel loro linguaggio significa - io esisto perché noi esistiamo.
 

mercoledì 18 aprile 2012


Ci sta a cuore non solo il problema tecnico dell'assicurare e preservare la pace, ma anche l'importante compito dell'istruzione e dell'illuminazione delle menti. Senza la libertà che i nostri antenati conquistarono per noi dopo dure lotte, non ci sarebbe stato alcuno Shakespeare, o Goethe, o Newton, o Faraday, o Pasteur o Lister. Solo gli uomini liberi possono produrre le invenzioni e le opere intellettuali che a noi moderni rendono la vita degna di essere vissuta.

- Albert Einstein -

mercoledì 14 marzo 2012

Non può piovere per sempre


Non temere la tempesta che rugge a te d'intorno, poichè a misura che l'inverno sarà più rigido, la primavera sarà più bella e più ricca di fiori ed il raccolto più abbondante. 

- Padre Pio -

lunedì 20 febbraio 2012

Denaro


Non c'è niente di tanto sacro che il denaro non possa violare, niente di tanto forte che il denaro non possa espugnare. 

- Marco Tullio Cicerone -

                                                                                                                                   

giovedì 9 febbraio 2012

Natura umana


La condizione dell'uomo è, in verità, stupefacente. Non gli viene data né gli è imposta la forma della sua vita come viene imposta all'astro e all'albero la forma del loro essere. L'uomo deve scegliersi in ogni istante la sua. È, per forza, libero.

- José Ortega y Gasset -

domenica 22 gennaio 2012

L'amore è la più benefica, universale e santa di tutte le forze naturali, per la quale l'uomo può evadere dalla clausura dell'io per donarsi, e diventare fonte viva e luminosa di altre vite nel mondo.

- Don Carlo Gnocchi -

lunedì 16 gennaio 2012

Donne...


Il cuore della donna è un meccanismo complesso, insensibile ai rozzi ragionamenti del maschio avventuriero. Se si vuole davvero possedere una donna, bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto... viene di conseguenza.


- Carlos Ruiz Zafón -

giovedì 15 dicembre 2011

Il giorno in più


Personalmente non sopporto Fabio Volo, ma ammetto che a volte tira fuori dei pensieri interessanti...

"E cosa c'è di bello nella coppia scusa?"
"La complicità, il senso di appartenenza. A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria"
"Come ti piace conoscere una persona a memoria? E la routine? La monotonia? Che cos'hanno de bello?"
"No, non parlo di routine o monotonia, ma di sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo a memoria"
"Questa non l'ho capita"
"Ma si dai, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Anche in francese si dice par coeur... ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un po'. Perché non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sé. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perché come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso. Il massimo che puoi capire dell'altro è il massimo che puoi capire di te stesso. Per questo entrare intimamente in relazione con una persona è importante, perché diventa un viaggio conoscitivo esistenziale".

- Fabio Volo - 

martedì 6 dicembre 2011



L'anima è tinta del colore dei suoi pensieri... Pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai. La tua integrità è il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero.

- Eraclito -

lunedì 7 novembre 2011


Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.


Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.


Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.


Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.


Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.


Vegli Maria, Regina dell'amore, sulle donne e sulla loro missione al servizio dell'umanità, della pace, della diffusione del Regno di Dio!

Con la mia Benedizione.



Dal Vaticano, 29 giugno 1995, Solennità dei Santi Pietro e Paolo.

- Giovanni Paolo II -