lunedì 10 giugno 2013

Roland Garros. Nadal nell'olimpo, Ferrer k.o. - Otto successi, nessuno come lui

 
Da La Gazzetta dello Sport in http://www.gazzetta.it/Tennis/09-06-2013/roland-garros-nadal-olimpo-ferrer-ko-otto-successi-nessuno-come-lui-20545381352.shtml
PARIGI, 09 giugno 2013

Storica impresa di Rafa: vince 6-3 6-2 6-3 e diventa il primo giocatore a conquistare uno slam 8 volte. E' il 12° sigillo, davanti a lui solo Sampras (14) e Federer (17). A metà finale interruzione per invasione di campo: un attivista contro le nozze omosessuali è stato fermato e portato via

Rafa Nadal, otto successi al Roland Garros. Afp
Rafa Nadal, otto successi al Roland Garros. Afp
Rafael Nadal è nella leggenda del tennis. Lo spagnolo annienta il connazionale David Ferrer per 6-3 6-2 6-3 e vince per l'ottava volta in carriera il Roland Garros. E' il primo tennista uomo di sempre a vincere un titolo dello slam per più di 7 volte. Nell'era Open si sono fermati a sette Pete Sampras e Roger Federer, entrambi a Wimbledon. E' un match senza storia, dominato dal maiorchino in 2 ore e 16 minuti. La vera finale era stata la sfida con Djokovic, vinta dallo spagnolo 9-7 al quinto. Oggi una passeggiata con Ferrer che giocava la prima finale della carriera contro le 17 negli slam di Nadal.

 PRIMO SET — Nadal vince il sorteggio e decide di rispondere. Ferrer, dalla tensione, non riesce a stare fermo, ma cammina a piccoli passetti da una parte all'altra nell'attesa del via. David tiene a zero il primo game di servizio, sigillato dal primo ace dell'incontro. Nadal invece lo tiene a 15. Nel terzo game Ferrer caccia fuori due rovesci e Nadal ne approfitta per fare il break. dopo 8 minuti la partita sembra segnata. Ma ecco che arriva il contro break; i regali questa volta li fa Nadal che sbaglia due dritti anomali. Sulla prima palla break, Ferrer manca la risposta al servizio, sulla seconda invece si esalta; affonda con il rovescio, poi chiama a rete Nadal con un drop e poi lo passa. Sul 2 pari Ferrer tiene il servizio andando per la prima volta a rete; sul 3 pari David salva due palle break con un dritto lungo e uno largo di Nadal, ma non la terza occasione e Nadal va ancora avanti un break. David ha la possibilità di riprendere subito il maiorchino, ma Nadal si aggrappa al servizio. Rafa sale 5-3 e poi chiude 6-3 con un altro break in 40 minuti esatti. Le statistiche del primo set sono tutte per Nadal che serve il 78% di prime (71% per Ferrer). Ma mentre il maiorchino trasforma in punto il 67% delle prime e il 50% delle seconde, Ferrer è al 55% con la prima e al 25% con la seconda. I vincenti sono 9 a 6 per Nadal, gli errori gratuiti 12 a 9 per Ferrer.

 SECONDO SET — La striscia di 7 game di fila porta Nadal avanti 3-0 ad inizio di secondo set. Il maiorchino manca due palle per il 4-0, Ferrer tiene a fatica il servizio. Poi Nadal salva due palle break giocando in modo spaventoso, Ferrer manca anche la terza occasione mettendo lungo un dritto, poi sulla quarta palla break punto da cineteca vinto da Nadal al termine di 29 scambi asfissianti che però mettono ancor più in risalto le carenze tecniche del povero Ferrer. Nadal vola avanti fino al 5-1. Nadal restituisce un break ma chiude comunque il secondo set per 6-2 in un'ora e 35 minuti.

 PROTESTA — Inaspettato il fuoriprogramma verso la fine del secondo set, quando un uomo a torso nudo e mascherato è entrato sul Centrale lanciando un fumogeno e provocando l'interruzione della partita per protestare contro l'approvazione della legge sulle nozze gay in Francia. L'uomo è stato prontamente bloccato e fatto uscire dagli agenti della sicurezza. Alcuni istanti prima due manifestanti erano stati espulsi dalle tribune, dopo aver esibito un cartello contro la legge sul quale si poteva leggere, in inglese: "Aiuto, la Francia calpesta i diritti dei bambini". Anche sul vicino campo Suzanne Lenglen, dove decine di spettatori seguivano la finale su un maxischermo, c'è stata una manifestazione dello stesso tenore: alcuni dimostranti a torso nudo e mascherati, hanno dispiegato uno striscione con la scritta "Hollande dimissioni". 

 TERZO SET — Nadal va ancora avanti un break (2-0), ma lo perde subito. La pioggia ferma il match per un paio di minuti. Ferrer regge fino al 3 pari, poi Nadal, pur nel momento peggiore di tutto il match, allunga ancora. David non ci crede più e Rafa chiude con servizio e dritto la sua ottava fatica a Parigi. L'unico ad averlo batturo in 9 edizioni è stato Robin Soderling negli ottavi del 2009. Per Rafa è il 12° titolo dello slam della carriera (8 Roland Garros, 2 Wimbledon, un Open degli Stati Uniti e un Open d'Australia). Con questa vittoria ha staccato definitivamente Bjorn Borg e Rod Laver, e ha raggiunto al terzo posto assoluto l'australiano Roy Emerson. Davanti a lui ci sono solo Pete Sampras (14) e Roger Federer (17).


RANKING — Nel ranking di lunedì David Ferrer sarà numero 4 del mondo e Rafael Nadal scende in quinta posizione. Ma nella race, la classifica che tiene conto dei punti conquistati dal 1° gennaio 2013, Nadal sale a 7000 punti e ha quasi 2000 punti di vantaggio su Djokovic che è stabilimente in seconda posizione.

Luca Marianantoni 
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mercoledì 5 giugno 2013

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un'ora, quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un'ora in tutta la loro vita.

- Francisco de Quevedo -

sabato 27 aprile 2013

Si dice che il desiderio è il prodotto della volontà, ma in realtà è vero il contrario: la volontà è il prodotto del desiderio.

 - Denis Diderot -

venerdì 26 aprile 2013

Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore".
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è "la vita".

- Charlie Chaplin -
Se urli tutti ti sentono.
Se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino.
Ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta.

Mohandas Karamchand Gandhi

domenica 21 aprile 2013

Radici

 
Alex Haley, autore di "Radici"

La casa sul confine della sera
oscura e silenziosa se ne sta,
respiri un' aria limpida e leggera
e senti voci forse di altra età,
e senti voci forse di altra età...


La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai,
se vuoi capire l'anima che hai...


Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te,
come il fiume che ti passa attorno,
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei,
lentamente, giorno dopo giorno
ed io, l'ultimo, ti chiedo se conosci in me
qualche segno, qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te
risposta ad ogni cosa non capita,
risposta ad ogni cosa non capita...


Ma è inutile cercare le parole,
la pietra antica non emette suono
o parla come il mondo e come il sole,
parole troppo grandi per un uomo,
parole troppo grandi per un uomo...

 
E te li senti dentro quei legami,
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani,
ma non comprendi più il significato,
ma non comprendi più il significato...


Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi,
tutto è morto e nessuno ha mai saputo
o solamente non ha senso chiedersi,
io più mi chiedo e meno ho conosciuto. 


Ed io, l'ultimo, ti chiedo se così sarà
per un altro dopo che vorrà capire
e se l'altro dopo qui troverà
il solito silenzio senza fine,
il solito silenzio senza fine...


La casa è come un punto di memoria,
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza,
e provi un grande senso di dolcezza...

- Francesco Guccini -

martedì 9 aprile 2013

Preghiera di Papa Francesco

Una preghiera per ogni dito della mano

1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è "un dolce obbligo".
2. Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.
3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica... Hanno bisogno della guida di Dio.
4. Il quarto dito è l'anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, "gli ultimi saranno i primi". Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso... Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.
Preghiera che Papa Francesco scrisse una quindicina di anni fa
quando era vescovo di Buenos Aires

(Traduzione di Graziella Filipuzzi)